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Prestito infruttifero: cos’è e come funziona

  • Il prestito infruttifero è un finanziamento senza interessi, spesso tra familiari o amici
  • La causale del bonifico deve specificare "prestito infruttifero" per evitare problemi fiscali
  • Serve una scrittura privata per distinguerlo da una donazione
  • L'imposta di registro è pari al 3% dell'importo prestato
  • Il limite per i pagamenti in contanti è di 5.000 €
Scritto da Samuele Onelia

- 30 mar 2026

Aderiamo

7 Minuti di lettura | Prestiti

Il prestito infruttifero è un contratto in cui una persona presta denaro a un'altra senza chiedere interessi. Il significato è semplice: chi riceve la somma deve restituire solo l'importo originale, senza nessun costo aggiuntivo.

È disciplinato dall'articolo 1813 del Codice Civile, che regola il contratto di mutuo. Nella pratica, si usa soprattutto tra familiari, amici e conoscenti per aiutare qualcuno ad affrontare una spesa senza passare da banche o finanziarie.

Cos'è un prestito infruttifero in parole semplici? È un prestito senza interessi. In questa guida Le spiego come funziona, quali sono le regole fiscali da rispettare, quale causale usare nel bonifico e come formalizzare l'accordo per evitare problemi con l'Agenzia delle Entrate.

Punti chiave del prestito infruttifero

  • Nessun interesse: chi riceve il prestito restituisce solo la somma ricevuta
  • Va formalizzato con una scrittura privata per evitare che venga considerato una donazione
  • La causale del bonifico deve indicare chiaramente "prestito infruttifero"
  • L'imposta di registro è pari al 3% dell'importo prestato
  • Il limite per i pagamenti in contanti in Italia è di 5.000 €
  • Il diritto alla restituzione si prescrive in 10 anni

Come funziona il prestito infruttifero

Il meccanismo è semplice: una persona (il mutuante) consegna una somma di denaro a un'altra (il mutuatario), che si impegna a restituirla entro un termine concordato. A differenza dei prestiti personali erogati da banche e finanziarie, non si applicano interessi né TAN e TAEG.

Il prestito infruttifero si basa sulla fiducia tra le parti. Non serve rivolgersi a un intermediario finanziario e non si fanno verifiche sul merito creditizio. Resta però fondamentale documentare tutto per evitare contestazioni fiscali.

Prestito infruttifero tra parenti

Il caso più frequente è il prestito infruttifero tra familiari: un genitore che presta denaro a un figlio per comprare un'auto, un fratello che aiuta una sorella con le spese mediche, un nonno che sostiene un nipote con l'affitto.

Anche tra parenti è fondamentale formalizzare l'accordo. Senza documentazione, l'Agenzia delle Entrate potrebbe classificare il trasferimento come una donazione mascherata. E le donazioni hanno un regime fiscale diverso: sopra determinate soglie di franchigia (che variano in base al grado di parentela) scattano le imposte di donazione.

Un consiglio pratico: effettui sempre il trasferimento tramite bonifico bancario con causale chiara e conservi una copia della scrittura privata firmata da entrambe le parti.

Prestito infruttifero tra privati

Il prestito infruttifero non è limitato ai rapporti familiari. Può avvenire anche tra amici, colleghi o soci. Le regole sono le stesse: nessun interesse, obbligo di restituzione e necessità di documentare l'accordo.

Quando le parti non hanno legami familiari, la formalizzazione diventa ancora più importante. L'Agenzia delle Entrate presta particolare attenzione ai trasferimenti tra soggetti non imparentati, e senza una scrittura privata il rischio di accertamento è concreto.

I prestiti tra privati con regolarità periodica o verso sconosciuti possono inoltre insospettire il Fisco, che potrebbe indagare per usura o riciclaggio.

Tipologie di prestito infruttifero

Esistono diversi modi per formalizzare un prestito infruttifero. La scelta dipende dall'importo, dal rapporto tra le parti e dal livello di tutela desiderato.

  • Scrittura privata - È il metodo più comune e consigliato. Un documento scritto che specifica importo, modalità di restituzione e scadenza. Protegge entrambe le parti in caso di dispute

  • Prestito epistolare - L'accordo viene formalizzato tramite uno scambio di lettere tra le parti. Offre una traccia documentale, ma è meno solido della scrittura privata

  • Prestito con cambiali - Il debitore emette cambiali a favore del creditore come garanzia aggiuntiva. Le cambiali comportano un'imposta di bollo pari al 12 per mille dell'importo

  • Prestito con causale di bonifico - Il trasferimento avviene via bonifico con una causale specifica. È il metodo più semplice per importi contenuti, ma da solo non sostituisce una scrittura privata

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Causale del bonifico per prestito infruttifero

La causale del bonifico è un aspetto che molti trascurano, ma è cruciale per evitare problemi con il Fisco.

La dicitura deve essere chiara e non lasciare spazio a interpretazioni. Ecco alcuni esempi corretti:

  • "Prestito infruttifero a favore di [Nome Cognome]"
  • "Erogazione prestito infruttifero ex art. 1813 c.c."
  • "Prestito infruttifero tra familiari - restituzione prevista entro [data]"

Eviti causali generiche come "regalo", "aiuto" o "contributo", che l'Agenzia delle Entrate potrebbe interpretare come donazione.

Anche la restituzione del prestito deve avvenire con bonifico e causale specifica, ad esempio: "Restituzione prestito infruttifero del [data originale]".

La scrittura privata: come redigerla

La scrittura privata è il documento più importante per tutelare chi presta e chi riceve. Anche se il prestito avviene tra familiari stretti, averla riduce i rischi fiscali e legali.

Il contratto deve contenere la dicitura legale: "contratto di mutuo redatto secondo le norme di cui all'art. 1813 c.c. e seguenti" e specificare che il prestito è infruttifero, cioè senza interessi.

Dati obbligatori nel contratto

  • Nome, cognome e codice fiscale di entrambe le parti

  • Grado di parentela (se presente)

  • Importo del prestito in cifre e in lettere

  • Modalità di erogazione (bonifico bancario, assegno)

  • Modalità e tempi di restituzione (rata unica, rate mensili, scadenza)

  • Data e luogo della firma

  • Dichiarazione che il prestito non produce interessi

  • Eventuali garanzie (fideiussione, ipoteca)

Quando conviene registrare la scrittura privata

La registrazione presso l'Agenzia delle Entrate non è obbligatoria per i contratti tra privati non notarili, ma è consigliata per importi elevati. Conferisce data certa al documento e maggiore valore probatorio in caso di contenzioso.

Registrazione e costi

Se si decide di registrare la scrittura privata presso l'Agenzia delle Entrate, i costi sono:

VoceImporto
Imposta di bollo16 € ogni 4 facciate del contratto
Imposta di registro3% dell'importo prestato
Termine per la registrazione20 giorni dalla firma del contratto

Per fare un esempio concreto: su un prestito infruttifero di 10.000 €, l'imposta di registro è di 300 €, più 16 € di bollo. Su un prestito di 50.000 €, l'imposta di registro sale a 1.500 €.

Limiti e soglie da rispettare

Non esiste un importo massimo per il prestito infruttifero, ma ci sono regole precise da seguire:

  • Limite contanti: 5.000 € - I pagamenti in contanti in Italia non possono superare i 4.999,99 €. Per importi superiori è obbligatorio usare bonifico bancario o altro strumento tracciabile

  • Tracciabilità - Le banche segnalano all'UIF (Unità di Informazione Finanziaria) le operazioni sospette per importo, frequenza o natura

  • Periodicità - Prestiti ripetuti e regolari verso la stessa persona possono far scattare accertamenti per sospetta attività finanziaria non autorizzata

  • Sconosciuti - Prestare denaro a persone con cui non si ha un rapporto può configurare esercizio abusivo dell'attività finanziaria

Vantaggi e svantaggi del prestito infruttifero

Vantaggi

  • Nessun costo per interessi: chi riceve il prestito restituisce solo la somma ricevuta

  • Nessuna verifica creditizia: non serve avere un buon merito creditizio per ottenerlo

  • Flessibilità: le condizioni (importo, rate, scadenza) si concordano liberamente tra le parti

  • Velocità: non ci sono tempi di attesa per istruttoria o approvazione bancaria

  • Procedure semplici rispetto ai prestiti bancari

Svantaggi

  • Rischio fiscale: senza documentazione corretta, l'Agenzia delle Entrate può considerarlo una donazione

  • Nessuna garanzia formale: il prestatore potrebbe non avere tutele in caso di mancata restituzione

  • Possibili tensioni nei rapporti personali se la restituzione non avviene nei tempi previsti

  • Costi di registrazione (imposta di registro al 3%) se si vuole formalizzare con data certa

Rischi fiscali e legali

Il rischio principale è che l'Agenzia delle Entrate classifichi il prestito come donazione mascherata. In quel caso, scattano le imposte di donazione e possibili sanzioni.

Per evitarlo, servono tre elementi:

  • Una scrittura privata firmata da entrambe le parti
  • Il trasferimento tramite bonifico con causale specifica
  • La restituzione documentata (anche parziale, per dimostrare che non è un regalo)

Dal 2025, il D.Lgs. 139/2024 ha reso più stringenti le regole sulle liberalità indirette. L'Agenzia delle Entrate può tassare anche i trasferimenti tra familiari se non adeguatamente documentati.

Normativa antiriciclaggio

I prestiti infruttiferi devono rispettare il D.Lgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio. In pratica significa:

  • Utilizzare sempre strumenti tracciabili per importi sopra i 5.000 €
  • Conservare la documentazione per almeno 6 anni
  • Essere pronti a dimostrare la legittimità dell'operazione in caso di controlli

Le banche sono tenute a segnalare all'UIF le operazioni che appaiono anomale. Un bonifico di importo elevato senza una causale chiara può far scattare una segnalazione, anche se il trasferimento è del tutto legittimo.

Cosa succede se il prestito non viene restituito

Se chi ha ricevuto il prestito non restituisce la somma, il creditore può agire legalmente.

Il primo passo è inviare una diffida formale (raccomandata o PEC) chiedendo il pagamento entro un termine preciso. Se non basta, il creditore può rivolgersi a un giudice per ottenere un decreto ingiuntivo.

Dopo l'emissione del decreto, il debitore ha 40 giorni per opporsi o pagare. Se non lo fa, il creditore può procedere con l'esecuzione forzata sui beni del debitore.

Il diritto a richiedere la restituzione si prescrive in 10 anni dalla scadenza del termine concordato. Se il prestito non ha una scadenza fissa, i 10 anni decorrono dalla data di erogazione.

Come fare un prestito infruttifero: i passaggi

Ecco la procedura consigliata per gestire un prestito infruttifero in modo corretto.

Concordi le condizioni

Definisca con l'altra parte l'importo, le modalità di restituzione (rata unica o rate), la scadenza e le eventuali garanzie.

Rediga la scrittura privata

Prepari il contratto con tutti i dati obbligatori: identità delle parti, importo, termini, dichiarazione di assenza di interessi e riferimento all'art. 1813 c.c.

Firmi il contratto

Entrambe le parti firmano il documento. Per maggiore sicurezza, si può inviare copia a sé stessi tramite PEC o raccomandata per attribuire data certa.

Effettui il bonifico

Trasferisca il denaro con bonifico bancario usando la causale corretta: "Prestito infruttifero a favore di [Nome Cognome]".

Conservi la documentazione

Tenga copia del contratto, della ricevuta del bonifico e di ogni comunicazione. La conservazione per almeno 6 anni è raccomandata ai fini antiriciclaggio.

Valuti la registrazione (facoltativa)

Per importi elevati, registrare la scrittura privata all'Agenzia delle Entrate (costo: 3% di imposta di registro + 16 € di bollo ogni 4 facciate) dà data certa e maggior tutela legale.

Alternative al prestito infruttifero

Se il prestito infruttifero non è la soluzione giusta per la Sua situazione, ci sono alternative da valutare:

  • Prestito personale: per chi preferisce rivolgersi a una banca o finanziaria con condizioni standardizzate e tutele formali
  • Piccoli prestiti: per importi contenuti, con tempi di erogazione rapidi
  • Cessione del quinto: per dipendenti e pensionati, con rata trattenuta direttamente dallo stipendio
  • Prestito a tasso zero: promozioni di finanziarie che offrono prestiti senza interessi per periodi limitati

Può confrontare i prestiti disponibili per trovare la soluzione più conveniente.

Domande frequenti sul prestito infruttifero

Cosa vuol dire prestito infruttifero?

È un prestito in cui non si pagano interessi sul denaro ricevuto. Chi lo riceve deve restituire solo la somma originale, senza costi aggiuntivi. È disciplinato dall'art. 1813 del Codice Civile.

Qual è la causale corretta per un bonifico per un prestito infruttifero?

La causale deve essere chiara e specifica, ad esempio: "Prestito infruttifero a favore di [Nome Cognome]" o "Erogazione prestito infruttifero ex art. 1813 c.c.". Eviti causali generiche come "regalo" o "aiuto".

Quali sono i limiti per un prestito infruttifero tra privati?

Non esiste un importo massimo, ma i pagamenti in contanti non possono superare i 4.999,99 €. Per somme superiori è obbligatorio il bonifico bancario. I prestiti ripetuti e regolari possono insospettire il Fisco.

Come dimostrare un prestito infruttifero e non una donazione?

Servono tre elementi: una scrittura privata firmata, il bonifico con causale specifica e la documentazione della restituzione (anche parziale). Senza questi, l'Agenzia delle Entrate può considerarlo una donazione mascherata.

Il prestito infruttifero può essere senza scadenza?

Sì, è possibile non fissare una scadenza. In questo caso, il diritto alla restituzione si prescrive in 10 anni dalla data di erogazione. Conviene comunque indicare un termine nel contratto per maggiore chiarezza.

Qual è la tassazione di un prestito infruttifero?

Il prestito infruttifero in sé non genera obblighi fiscali per le parti. I costi sorgono solo con la registrazione della scrittura privata: imposta di registro al 3% dell'importo e imposta di bollo di 16 € ogni 4 facciate.

Quanti soldi si possono prestare con un bonifico?

Non c'è un limite massimo per i bonifici bancari. Il limite di 5.000 € riguarda solo i pagamenti in contanti. Con il bonifico, si può prestare qualsiasi importo, purché la causale sia chiara e l'operazione documentata.

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