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Quando decade un prestito non pagato?

Scopri i termini di prescrizione, le conseguenze legali e le soluzioni per gestire un prestito non pagato in Italia.

Scritto da Samuele Onelia

- 31 mar 2026

Aderiamo

7 Minuti di lettura | Prestiti

Un prestito non pagato decade dopo un minimo di 10 anni e non è più esigibile dalla finanziaria.

Ma cosa succede se non pago un prestito? Tutto dipende da se e come la finanziaria interviene per riscuotere il debito. La prescrizione di un prestito non pagato può essere interrotta e ripartire da zero.

Rivolgiti a un professionista

Questa guida ha finalità informative. Per casi complessi rivolgiti a un professionista competente (avvocato o consulente del debito).

Prestito non pagato: cosa succede

Dopo il mancato pagamento di una rata, la finanziaria contatta il debitore per verificare la situazione,

Se il cliente a questo punto salda la rata, il problema rientra, ma con possibili conseguenze durature (interessi di mora e penalizzazione del credit score).

Il prolungarsi della situazione invece può generare il mancato pagamento completo del prestito . Questo si verifica quando c'é un:

  • ritardo nel pagamento di una rata superiore a 180 giorni,

  • ritardo nel pagamento di 7 o più rate per un periodo compreso tra i 30 e i 180 giorni.

In questi casi, la finanziaria può intervenire per ottenere un rimborso completo o parziale del debito.

Prescrizione di un prestito non pagato

La prescrizione è il tempo dopo il quale un debito non può più essere richiesto per legge. Il Codice Civile italiano distingue diversi termini.

1. Prescrizione ordinaria (Art. 2946 c.c.):

Dura 10 anni e si applica al capitale dei prestiti personali e dei finanziamenti. Il termine decorre dalla data di scadenza dell'ultima rata, oppure dalla dichiarazione di decadenza dal beneficio del termine da parte della finanziaria.

2. Prescrizione quinquennale (Art. 2948 c.c.):

Gli interessi maturati sul prestito si prescrivono in 5 anni, a condizione che abbiano cadenza periodica (annuale o infrannuale). Questo significa che, in alcuni casi, gli interessi non sono più esigibili anche se il capitale lo è ancora.

3. Prescrizione presunta:

  • Dura 10 anni

  • Vale per molti tipi di debiti, come prestiti personali

Cosa significa in pratica? Se per 10 anni non ricevi alcun atto scritto (raccomandata A/R, PEC, decreto ingiuntivo) che interrompa il termine, il creditore non potrà più far valere il proprio diritto in tribunale.

L'ordinanza n. 4232/2023 della Cassazione ha confermato che il debito da mutuo è un'obbligazione unitaria: il termine di prescrizione decorre dalla scadenza dell'ultima rata, non dalle singole rate.

4. Prescrizione presunta:

  • Si presume che il debito sia stato pagato

  • Il creditore deve provare che il debito esiste ancora

Cosa può succedere prima dei 10 anni

  • Solleciti di pagamento: mail, lettere, telefonate.

  • Decreto ingiuntivo: atto giudiziario che impone di pagare la somma entro 40 giorni.

  • Pignoramento: se il decreto non viene onorato, il giudice può autorizzare il prelievo su conto corrente, stipendio o beni.

Dopo la prescrizione

Il prestito decade, se per 10 anni la finanziaria non interviene per la riscossione del debito. Questo non significa che il debito sparisce e il cliente non deve più nulla alla finanziaria. A quel punto però la finanziaria non avrà più strumenti legali per richiederne il pagamento.

Lo stesso vale per la prescrizione di un finanziamento non pagato: il termine è sempre di 10 anni per il capitale. Questo caso è raro e si verifica in genere solo per piccolissimi debiti, dove i costi di recupero superano l'importo da riscuotere.

Il rischio del pignoramento

Davanti a un prestito non pagato, la finanziaria può richiedere un decreto ingiuntivo.

Questo è il documento legale che formalizza la richiesta di saldo del debito e permette alla finanziaria di attivare il pignoramento dei beni, dello stipendio o il pignoramento presso terzi.

A quel punto:

  • lo presenta al debitore,

  • il debitore ha 10 giorni per saldare il debito,

  • alla scadenza la finanziaria ha 90 giorni per iniziare una forma di pignoramento

Diverse forme di pignoramento

  • Pignoramento dei beni: Riguarda le cose che possiedi. Il creditore può prendere oggetti di valore, auto o immobili. Questi vengono poi venduti per pagare il debito.

  • Pignoramento dello stipendio: Il creditore può ottenere fino a un quinto (20%) del tuo stipendio netto. Nel 2026, il minimo vitale protetto è pari a 1.638,72 € (triplo dell'assegno sociale di 546,24 €): sotto questa soglia il tuo stipendio non è pignorabile.

  • Pignoramento presso terzi: Il creditore può chiedere alla tua banca o al tuo datore di lavoro di bloccare somme o beni che ti appartengono. Per i conti correnti, la quota pignorabile è solo quella che eccede il triplo dell'assegno sociale.

Come si arriva al pignoramento

La finanziaria può attivare il pignoramento dei beni, dello stipendio (o un altro pignoramento presso terzi), se il debitore, dopo aver ricevuto il decreto ingiuntivo, non salda il debito,

L'istituto di credito ha 90 giorni per avviare questa procedura.

  • Se si attiva, pignora i beni del debitore e rientra in tutto o in parte del prestito.

  • Se non si attiva, dovrà richiedere un nuovo decreto ingiuntivo, entro 10 anni dalla richiesta del precedente.

Quando la finanziaria ottiene un nuovo decreto ingiuntivo estende il tempo di prescrizione prestito di altri 10 anni. Per questo l'effettiva decadenza di un prestito può essere rinviata più volte a favore del creditore che si impegna per ottenere il saldo del debito. In caso di ripetute richieste da parte della finanziaria il debito può restare esigibile anche oltre i primi 10 anni dal mancato pagamento.

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In caso di morte del debitore

Il debito non decade neanche in questo caso.

Si trasferisce invece agli eredi, se questi accettano l'eredità del debitore. Altrimenti la finanziaria può attivare il pignoramento dei beni del defunto.

In caso di trasferimento all'estero

No, un trasferimento più o meno permanente all'estero non causa la decadenza di un prestito e relativo debito da pagare. Possono invece configurarsi gli estremi del reato d'insolvenza fraudolenta.

In ogni caso, lo spostamento all'estero non limita la possibilità per la finanziaria di pignorare i beni del debitore per rientrare del prestito.

Quanto resta nel Crif un prestito non pagato

Il CRIF è il principale sistema di informazioni creditizie in Italia. Quando non paghi un prestito, la finanziaria segnala il tuo comportamento e la segnalazione resta visibile agli altri istituti.

I tempi di permanenza variano in base alla gravità:

  • Ritardi di 1-2 rate (poi saldate): la segnalazione resta per 12 mesi dalla regolarizzazione.

  • Ritardi di 3 o più rate (poi saldate): la segnalazione resta per 24 mesi dalla regolarizzazione.

  • Prestito non pagato (mai regolarizzato): la segnalazione resta per 36 mesi dalla data di scadenza del rapporto o dall'ultimo aggiornamento dell'istituto.

  • Limite massimo: in ogni caso non oltre 60 mesi (5 anni) dalla data di scadenza del contratto.

La cancellazione avviene in modo automatico allo scadere dei termini. Non devi sostenere alcun costo.

Se il debito viene saldato, i 36 mesi decorrono dalla data di regolarizzazione completa. Se non viene mai saldato, il conteggio parte dall'ultima scadenza contrattuale.

Avere segnalazioni negative in CRIF rende difficile ottenere nuovi prestiti, carte di credito o finanziamenti di qualsiasi tipo.

StrategiaQuando conviene Note
Rientro immediatoSe il debito è limitato e temporaneoEvita la segnalazione negativa
Rinegoziazione del pianoSe puoi permetterti rate più lungheRichiedi un tasso competitivo
Consolidamento debitiSe hai più prestiti attiviTi dà una sola rata da gestire
Saldo e stralcioSe il debito è ingestibilePuoi ottenere uno sconto sul debito, la segnalazione permane per 6 mesi

Possibile soluzione: il consolidamento debiti

In alcuni casi, si possono evitare le conseguenze di un prestito non pagato con un consolidamento debiti.

Questo permette di attivare un nuovo prestito con cui:

  • saldare il debito maturato,

  • avere una nuova formula di pagamenti rateali più sostenibili.

Domande frequenti

La telefonata del recupero crediti interrompe la prescrizione?

No. Per interrompere la prescrizione serve un atto scritto con data certa, come una raccomandata A/R, una PEC o un decreto ingiuntivo. Le telefonate e i solleciti verbali non hanno valore legale ai fini dell'interruzione.

Posso trasferirmi all'estero per evitare il recupero crediti?

Il trasferimento non cancella il debito. La finanziaria può rivolgersi a società internazionali di recupero crediti e può comunque pignorare eventuali beni rimasti in Italia. In alcuni casi il trasferimento può configurare il reato di insolvenza fraudolenta.

Dopo un saldo e stralcio scompaio dal CRIF?

No. La segnalazione resta visibile per 36 mesi dalla data di regolarizzazione del debito. Dopo questo periodo viene cancellata automaticamente.

Quando si cancella un finanziamento non pagato?

Un finanziamento non pagato si cancella dal CRIF dopo 36 mesi dalla scadenza del contratto o dall'ultimo aggiornamento della finanziaria. Il debito stesso non si cancella: resta esigibile per 10 anni (prescrizione ordinaria), salvo atti interruttivi che riazzerano il conteggio.

Quando un debito non è più esigibile?

Un debito non è più esigibile quando va in prescrizione. Per i prestiti personali il termine è di 10 anni (Art. 2946 c.c.), per gli interessi periodici è di 5 anni (Art. 2948 c.c.). Il termine si interrompe e riparte da zero ogni volta che il creditore invia un atto scritto con data certa.

Cosa succede se non paghi un prestito per 2 anni?

Dopo 2 anni di mancato pagamento la finanziaria ha già avviato le procedure di recupero: solleciti, messa in mora e probabilmente un decreto ingiuntivo. La segnalazione in CRIF è attiva e rende impossibile ottenere nuovi finanziamenti. Il rischio di pignoramento dello stipendio, del conto o dei beni è concreto.

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