Come fare
Prestito rifiutato: quando riprovare?
Dopo un rifiuto puoi riprovare subito con un'altra finanziaria, oppure aspettare 90 giorni per eliminare la segnalazione al CRIF.
Aderiamo
4 Minuti di lettura | Prestiti
Risposta veloce
Un prestito rifiutato non chiude le porte a nuovi finanziamenti. Puoi riprovare subito con un'altra finanziaria, oppure aspettare 90 giorni per far decadere la segnalazione al CRIF e aumentare le probabilità di approvazione.
Cosa succede dopo un prestito rifiutato?
Quando una finanziaria rifiuta la richiesta di prestito scattano due cose:
- La richiesta viene segnalata automaticamente al CRIF (il principale Sistema di Informazioni Creditizie in Italia)
- La segnalazione resta visibile per 90 giorni dalla data del rifiuto
Questo non significa che il prestito sia precluso in modo definitivo. Il rifiuto riflette i criteri di valutazione di quella specifica finanziaria, non un giudizio universale sulla tua affidabilità.
Altre finanziarie possono avere parametri diversi e accettare la stessa richiesta.
Conseguenze principali del rifiuto
- Il rifiuto viene registrato nelle banche dati dei SIC (CRIF, Experian, CTC)
- La segnalazione resta attiva per 90 giorni, poi si cancella automaticamente
- Il tuo merito creditizio può subire una variazione temporanea
Prestito rifiutato: dopo quanto posso riprovare?
Tecnicamente puoi riprovare subito, rivolgendoti a un istituto diverso. Nella pratica, conviene valutare bene i tempi.
La tabella qui sotto riassume le tempistiche di conservazione delle segnalazioni nei SIC:
| Tipo di segnalazione | Tempo di conservazione | Decorrenza |
|---|---|---|
| Richiesta in corso di valutazione | Max 180 giorni | Data della richiesta |
| Prestito rifiutato | 90 giorni | Data del rifiuto |
| Rinuncia del cliente | 90 giorni | Data della rinuncia |
| Ritardi nei pagamenti (1-2 rate) | 12 mesi | Data di regolarizzazione |
| Ritardi gravi (3+ rate) | 24 mesi | Data di regolarizzazione |
| Prestiti non rimborsati | 36 mesi | Data di estinzione |
Perché aspettare 90 giorni?
Il motivo principale: dopo 90 giorni la segnalazione del rifiuto viene rimossa in automatico dal CRIF. A quel punto la nuova finanziaria non vedrà traccia del rifiuto precedente.
Inviare troppe richieste in poco tempo è rischioso. Se accumuli 2 o 3 rifiuti, le segnalazioni si sommano e il tuo profilo creditizio ne risente. Le finanziarie interpretano molte richieste ravvicinate come un segnale di difficoltà economica.
Se non puoi aspettare 90 giorni, puoi provare subito con un altro istituto. In questo caso assicurati di:
- Chiedere la liberatoria alla finanziaria che ha rifiutato
- Rivolgerti a un istituto con criteri di valutazione diversi
- Valutare alternative come la cessione del quinto, che ha requisiti meno stringenti
Cos'è la liberatoria e perché chiederla
La liberatoria è un documento che la finanziaria rilascia dopo il rifiuto. Attesta che la pratica precedente è chiusa.
Perché è importante: quando fai una nuova richiesta, la finanziaria verifica le banche dati dei SIC. Se la segnalazione del rifiuto non è ancora stata aggiornata (può succedere per ritardi tecnici), la tua richiesta precedente potrebbe risultare ancora "in valutazione". In quel caso riceveresti un rifiuto automatico.
Con la liberatoria dimostri che la pratica è conclusa e puoi procedere con la nuova richiesta senza intoppi.
La liberatoria può anche contenere indicazioni generali sui motivi del rifiuto, utili per capire cosa migliorare.
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Come verificare la propria posizione al CRIF
Puoi richiedere una visura al CRIF per controllare quali informazioni sono registrate a tuo nome.
- Per i privati: la visura è gratuita (una volta all'anno)
- Per le aziende: è prevista una piccola commissione
Se trovi errori o informazioni non corrette, il CRIF non può intervenire direttamente. Devi rivolgerti all'istituto di credito che ha inserito la segnalazione e chiedere la rettifica.
Cosa fare dopo un prestito rifiutato: guida passo passo
Ecco la sequenza di azioni da seguire per massimizzare le possibilità di ottenere il finanziamento alla prossima richiesta.
Richiedi la liberatoria
Contatta la finanziaria che ha rifiutato la domanda e chiedi il rilascio della liberatoria. Questo documento certifica la chiusura della pratica e previene rifiuti automatici per richieste successive.
Chiedi chiarimenti sul motivo del rifiuto
La finanziaria non è obbligata a comunicare i motivi del rifiuto. Chiedere non costa nulla e in molti casi si ottengono indicazioni utili. Puoi anche chiedere qual è il tuo merito creditizio secondo i loro parametri.
Verifica la tua situazione al CRIF
Richiedi una visura gratuita per controllare se ci sono segnalazioni a tuo carico, errori nei dati o finanziamenti che risultano ancora attivi quando non dovrebbero. Correggi eventuali anomalie prima di inviare una nuova richiesta.
Individua e risolvi le cause del rifiuto
Le cause più comuni sono: reddito insufficiente rispetto all'importo richiesto, troppi finanziamenti attivi, segnalazioni negative. Se il problema è il reddito, valuta di chiedere un importo inferiore o di coinvolgere un garante.
Aspetta che la segnalazione decada
Se possibile, attendi 90 giorni dalla data del rifiuto. Dopo questo periodo la segnalazione viene rimossa automaticamente dal CRIF. Il tuo profilo risulterà pulito e le probabilità di approvazione aumentano.
Confronta le offerte disponibili
Le condizioni cambiano continuamente tra le finanziarie. Prima di inviare una nuova domanda, confronta diverse opzioni per trovare quella più adatta alla tua situazione. Puoi usare il TrovaPrestito per confrontare gratuitamente le offerte disponibili.
Invia la nuova richiesta
Quando hai identificato il prestito adatto, prepara tutta la documentazione necessaria (buste paga, documento d'identità, codice fiscale, estratto conto) e invia la domanda. Avere tutto pronto velocizza la pratica e riduce il rischio di problemi burocratici.
Perché un prestito viene rifiutato?
Le finanziarie non comunicano il motivo esatto del rifiuto. Si limitano a inviare una comunicazione (in genere via email) con l'esito negativo.
Nella maggior parte dei casi il rifiuto dipende da uno o più di questi fattori:
Credit score troppo basso secondo i parametri della finanziaria
Importo richiesto eccessivo rispetto al reddito dichiarato
Reddito non dimostrabile o proveniente da fonti instabili (collaborazioni occasionali, partita IVA recente)
Segnalazioni negative al CRIF per ritardi nei pagamenti, rate non pagate o protesti
Altri finanziamenti attivi che riducono la capacità di rimborso (la rata mensile totale non dovrebbe superare un terzo del reddito netto)
Mancanza di storicità creditizia, ovvero dati insufficienti per valutare l'affidabilità del richiedente
Garante non idoneo in caso di prestiti senza busta paga
Fonte di reddito non accettata, come pensioni minime, sociali, di invalidità civile, reddito di inclusione o assegni di accompagnamento
Come migliorare le possibilità di approvazione
Se il rifiuto dipende dalla tua situazione finanziaria, puoi lavorare su questi aspetti prima di riprovare:
- Riduci il debito esistente. Estingui o riduci i finanziamenti attivi per migliorare il rapporto rata/reddito
- Chiedi un importo inferiore. Una richiesta più contenuta ha più probabilità di essere accettata
- Aggiungi un garante. Un co-obbligato con reddito stabile rafforza la richiesta
- Migliora la documentazione. Presenta buste paga recenti, contratto di lavoro a tempo indeterminato, estratti conto che dimostrino stabilità
- Chiudi le carte revolving inutilizzate. Le linee di credito aperte, anche se non usate, pesano sul tuo profilo creditizio
- Verifica e correggi eventuali errori al CRIF. A volte il rifiuto dipende da informazioni errate nelle banche dati
Alternative al prestito tradizionale
Se il prestito personale non va a buon fine, valuta queste alternative:
- Cessione del quinto: disponibile per dipendenti e pensionati. La rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione, il che riduce il rischio per la finanziaria e facilita l'approvazione
- Prestito con garante: un familiare o conoscente con reddito stabile garantisce il rimborso. Questo amplia le possibilità anche per chi ha un credit score basso
- Prestito tra privati (P2P): piattaforme online che collegano chi cerca un prestito con investitori privati. I criteri possono essere diversi da quelli bancari
- Microcredito: per importi contenuti (fino a 40.000 euro per attività imprenditoriali, fino a 10.000 euro per esigenze personali), con requisiti di accesso specifici
Domande frequenti
Cosa succede se il mio prestito viene rifiutato?
Il rifiuto non blocca la possibilità di ottenere finanziamenti in futuro. Parte una segnalazione automatica al CRIF che resta visibile per 90 giorni, poi si cancella da sola. Nel frattempo puoi rivolgerti a un'altra finanziaria.
Cos'è la liberatoria e perché chiederla dopo un rifiuto?
La liberatoria è un documento che la finanziaria rilascia per certificare la chiusura della pratica. Serve a evitare che la richiesta precedente risulti ancora attiva nei SIC, il che causerebbe un rifiuto automatico della nuova domanda.
Quanto resta in CRIF un prestito rifiutato?
La segnalazione di un prestito rifiutato rimane nel CRIF per 90 giorni dalla data del rifiuto, poi viene cancellata automaticamente. Non è possibile accelerare questa procedura.
Dopo quanto posso riprovare a chiedere un prestito?
Puoi riprovare subito con un istituto diverso, oppure aspettare 90 giorni per far decadere la segnalazione al CRIF. Il consiglio è aspettare se possibile, soprattutto per capire le cause del rifiuto e risolverle prima di una nuova richiesta.
Come posso ottenere un prestito dopo un rifiuto?
Richiedi la liberatoria, verifica la tua posizione al CRIF, correggi eventuali problemi (debiti eccessivi, documentazione incompleta) e valuta alternative come la cessione del quinto o il prestito con garante. Confronta le offerte prima di inviare una nuova domanda.
Quanto bisogna aspettare tra una richiesta di prestito e l'altra?
Non esiste un obbligo legale di attesa, ma è consigliato aspettare almeno 90 giorni per permettere la cancellazione della segnalazione dal CRIF. Troppe richieste ravvicinate possono peggiorare il profilo creditizio.

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